Il fumetto
- marzo 14th, 2012
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flickr.com / Joelk75
Will Eisner parlava di arte sequenziale, ma una definizione univoca di fumetto non c’è. Si può parlare comunque di un linguaggio composto da diversi codici, sia a livello di temporalità (il codice della narrazione, quello del ritmo…) sia a livello di immagine (il codice della prospettiva, quello del colore…).
Il fumetto viene indicato spesso come letteratura disegnata, identificandolo spesso – e non sempre a ragione – con una finalità narrativa. In realtà, si può ricorrere al fumetto anche per un manuale di istruzioni, per un opuscolo informativo, per un testo scolastico o per mille altri contenuti testuali. Basti pensare, per esempio, all’opera di Scott McCloud Capire il Fumetto, un testo scientifico a esso dedicato e realizzato, appunto, a fumetti. La parola fumetto fa riferimento alle nuvolette – i balloon – che contengono le parole dei dialoghi tra i personaggi, e che sono appunto simili a degli sbuffi di fumo. In realtà in passato si usava ricorrere a didascalie in calce alle vignette per riportare i dialoghi, non di rado composti da due ottonari in rima.
A differenza di ciò che si potrebbe pensare, il fumetto è nato, in origine, come un fenomeno per adulti, e solo successivamente è stato declinato anche in versioni per bambini: ora rappresenta un patrimonio universale, per donne, uomini, anziani, adulti e ragazzi. In Giappone i fumetti sono chiamati manga, nei Paesi anglosassoni sono comics, mentre in Francia vengono indicati come bandes dessinèes
Il fumetto viene indicato spesso come letteratura disegnata, identificandolo spesso – e non sempre a ragione – con una finalità narrativa. In realtà, si può ricorrere al fumetto anche per un manuale di istruzioni, per un opuscolo informativo, per un testo scolastico o per mille altri contenuti testuali. Basti pensare, per esempio, all’opera di Scott McCloud Capire il Fumetto, un testo scientifico a esso dedicato e realizzato, appunto, a fumetti. La parola fumetto fa riferimento alle nuvolette – i balloon – che contengono le parole dei dialoghi tra i personaggi, e che sono appunto simili a degli sbuffi di fumo. In realtà in passato si usava ricorrere a didascalie in calce alle vignette per riportare i dialoghi, non di rado composti da due ottonari in rima.
A differenza di ciò che si potrebbe pensare, il fumetto è nato, in origine, come un fenomeno per adulti, e solo successivamente è stato declinato anche in versioni per bambini: ora rappresenta un patrimonio universale, per donne, uomini, anziani, adulti e ragazzi. In Giappone i fumetti sono chiamati manga, nei Paesi anglosassoni sono comics, mentre in Francia vengono indicati come bandes dessinèes